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Tales of Suspense #39 (Vol.1 - 1st story) - "Iron Man is Born!"
Informazioni sulla storia e Annotazioni di Cronologia
Con "Tales of Suspense #39", pubblicato nel marzo del 1963, si ebbe il debutto assoluto del miliardario playboy Anthony Stark e vennero narrati gli eventi che portarono alla nascita del suo alter-ego Iron Man, che da questo numero diverrà anche il primo personaggio fisso della serie (sino al numero #99, quando la testata mutò nome in "Captain America", e Iron Man ebbe finalmente l'onore di avere un altro albo tutte per sè). Il racconto in questione (di sole 13 pagine), il primo contenuto nell'albo e intitolato "Iron Man is Born!", raccontava del bizzarro destino occorso al giovane rampollo Tony Stark, un piccolo genio che a soli 19 anni si laureò in fisica e ingegneria al prestigioso M.I.T. e che a soli 21 anni ereditò (suo malgrado) le Industrie del padre, Howard Stark, defunto in un misterioso incidente stradale assieme alla moglie Maria; solo in seguito, Stark scoprì che a renderlo orfano furono i rivali del padre della Republic Oil (dopo divenuta la Roxxon Oil).
A causa di un incidente occorsogli in Vietnam (locazione riveduto a seguito di successive retcon), Tony dovette costruirsi una goffa armatura in grado di tenere in vita il suo cuore ferito, nacque così Iron Man, che di lì a poco sarebbe divenuto uno dei personaggi Marvel più famosi; in questa sua prima sortita, l'armatura indossata da Stark era di color grigio, ma già dalla sua seconda avventura (su "Tales of Suspense #40") Tony ridisegnerà una nuova armatura di colore giallo-oro con la quale Iron Man si conquistò l'appellativo di "Golden Avengers"; armatura che a sua volta venne sostituita dal primo modello di colore rosso-oro (ben più snello ed elegante, in “Tales of Suspense #48”) che nell'arco di pochi mesi si sarebbe poi evoluto nel modello ben più famoso e longevo rimasto nell'immaginario collettivo di milioni di fan di tutto il mondo (da “Tales of Suspense #56”). Il famoso motto della Casa delle Idee "Supereroi con superproblemi" acquista per Iron Man una particolare valenza, poiché nonostante i suoi soldi, l'intelligenza e la bellezza, Tony Stark è condannato a vivere solo grazie ad una piastra elettrica che permette al suo cuore di continuare a battere; Stan Lee voleva creare un personaggio differente da Thor e dai Fantastici Quattro, voleva un uomo vero, con i suoi limiti e i suoi difetti, tragicamente costretto a convivere con un'apparecchiatura elettrica ma lo stesso capace di azioni eroiche… e fu da subito un gran successo di vendite e di riscontri da parte dei giovani lettori. Nonostante ciò, anni dopo lo staff Marvel si rese conto che i problemi di cuore di Stark stavano divenendo una sorta di palla al piede, un leit-motiv abusato dagli sceneggiatori che uno story-arc si e uno no imponevano come fattore risolutorio (nel bene e nel male) i limiti fisici di Iron Man; fu per questo che si decise di risolvere alla radice questo problema, che aveva caratterizzato il personaggio sin dalle origini, e si optò per un Tony Stark non più schiavo della sua armatura e finalmente sollevato dai suoi deficit cardiaci.
Le origini di Iron Man narrate nel racconto qui recensito, vennero svariate volte arricchite di particolari e a volte rivedute, sino ad arrivare al remake moderno di Kurt Busiek operato per il ritorno del Vendicatore in armatura sulla Terra, dopo la parentesi di "Heroes Reborn"; in "Iron Man #1" (Vol.3) l'autore rivide geo-politicamente il contesto in cui nacque l'alter-ego di Stark. Una rivisitazione definitiva fu però fatta pochi anni dopo da Warren Ellis, nel successivo reload del Vendicatore dorato avvenuto all'indomani di "Avengers Disassembled" (nel 2005); in "Iron Man #5" (Vol.4) infatti, l'ambientazione che fece da sfondo alle origini di Iron Man passò dal Vietnam all'Afghanistan, e quelli che in origine erano dei non meglio precisati guerriglieri vietnamiti divennero non meglio precisati terroristi islamici, probabilmente Talebani, e sparirono apparentemente anche tutti i riferimenti a Wong-Chu, che già in “Avengers Spotlight #22” (del 1989) era diventato da Vietnamita ad originario del piccolo stato di Sin-Cong (esistente solo nel Marvel Universe). Una rilettura parziale delle origini di Iron Man, arricchita da dettagli e soprattutto da scene inedite, venne effettuata una prima volta in "Iron Man #267-268" (Vol.1), in una storia scritta da John Byrne che sebbene fosse in gran parte concordante a quanto visto in "Tales of Suspense #39" conteneva alcuni elementi di incongruenza e diversi punti inconciliabili nei contenuti aggiunti (rispetto al racconto di Stan Lee). Un'altra storia in cui si mise mano alle origini di Iron Man fu anche "Iron Man #50" (Vol.3). Va detto però che la location stessa in cui Stan Lee ambientò la storia qui recensita è riportata in modo differente in varie fonti e risorse web dedicate al Vendicatore dorato, infatti, se la maggior parte di queste indica il Vietnam (come d’altronde anche internamente all’albo), in altre si fa menzione alla Corea e quindi ad un periodo attiguo al conflitto tra l’America e il Vietnam. Inoltre, già prima della retcon del 2005 operata da Warren Ellis (citata prima), molti degli sceneggiatori della serie evitarono di fare riferimento al Vietnam e indicarono come luogo della nascita di Iron Man un non meglio precisato paese del Sud-Est Asiatico; altresì, negli Handbook successivi al 2005-2006, i redattori hanno iniziato deliberatamente a non indicare la regione geografica dove avvenne l’incidente a Stark che portò alla nascita di Iron Man, probabilmente per evitare che con il passare degli anni fosse necessario rivedere continuamente il contesto in cui “Tales of Suspense #39” si svolse.
Nella cronologia dei Vendicatori, la nascita di Iron Man avviene mesi prima di "The Avengers #1" (Vol.1), e quasi in contemporanea con la nascita di Hulk (particolare svelato solo con la pubblicazione della miniserie "Hulk: Gray" edita nel 2003) nonostante l'albo contenente la prima apparizione dell’alter-ego del Dott. Bruce Banner ("The Incredible Hulk #1" del Maggio 1962) uscì negli USA quasi un anno prima; la nascita di Iron Man avviene dopo l’esordio dei Fantastic Four e la prima apparizione di Henry Pym (in “Tales to Astonish #27”), ma prima della trasformazione del Dott. Donald Blake in Thor (avvenuta in “Journey Into Mystery #83” [Vol.1]). Per la cronologia degli eventi riferiti alla nascita di Iron Man, prendendo in conto la prima storia originale e l'ultima retcon del personaggio avvenuta nel 2005, si può ordinare quanto accadde nel modo seguente: andrebbero lette le prime 4 pagina di "Tales of Suspence #39" (qui recensito), che contengono il preludio al viaggio di Stark in Corea e l'introduzione di Wong-Chu (capo dei guerriglieri); poi, bisognerebbe leggere le prime 15 pagine di "Iron Man #5" (Vol.4) che invece narrano i momenti successivi al ferimento e alla cattura di Stark, con l'incontro tra l'industriale e il Professor Yinsen, la realizzazione della prima armatura di Iron Man e la fuga dall'accampamento della guerriglia. Nel 2005, quando Warren Ellis fu incaricato del reload di Iron Man (post "Avengers Disassembled"), si decise anche per alcune retcon fondamentali riguardanti le origini del Vendicatore Dorato, necessarie per mantenere riferimenti storiografici moderni dopo più di quarant'anni di esistenza del personaggio; dalla Corea, l'ambientazione che fece da sfondo alla nascita di Iron Man fu spostata in Medio Oriente e la guerriglia divenne una fazione terroristica, inoltre fu apparentemente cancellato ogni riferimento a Wong Chu, che quindi non apparve affatto nell'ultima rivisitazione della storia originaria.
Prima della nascita di Iron Man, la Marvel (all’epoca ancora con il nome di Atlas) aveva già proposto ai suoi lettori alcuni personaggi che in qualche modo potevano ritenersi una sorta di prototipo dell'alter-ego di Stark; ad esempio, in "Tales of Suspense #9" (del 1960) sempre Don Heck creò un personaggio chiamato "Living Robot", mentre in "Tales of Suspense #16" (del 1961) fu la volta di "Metallo", un robot creato da Jack Kirby dalle sembianze molto simili alla primissima armatura di Iron Man. E a proposito di Jack "the King" Kirby, pare che il grande artista, già co-creatore assieme a Stan Lee della quasi totalità dei personaggi del Marvel Universe delle origini, mise il suo zampino anche nella nascita di Iron Man; infatti, Don Heck rivelò in un intervista che sebbene l'aspetto di Tony Stark e dei comprimari di Testa di Ferro fu opera sua, il disegno dell'armatura originaria del Vendicatore dorato nacque invece da un idea di Kirby.
L'edizione italiana di "Tales of Suspense #39" venne pubblicata (parzialmente in b/n) su "L'Incredibile Devil #23" dell'Editoriale Corno (nel marzo 1971), albo che conteneva tra l'altro degli adesivi fustellati. "Tales of Suspense #39" è stato ristampato dalla Marvel varie volte, in "Essential Iron Man Vol.1" ad esempio, ed anche nel più recente "Marvel Milestones #1" del 2005; curioso segnalare che, la Corno modificò in fase di traduzione il luogo dove avvenne l’incidente a Stark, spostando misteriosamente la scena degli eventi dal Vietnam alla Corea. Per quanto riguarda gli autori della storia, lo sceneggiatore del racconto era Larry Lieber (su soggetto di Stan Lee), mentre i disegni (matite e chine) erano del già citato Don Heck, a cui va di certo attribuita gran parte della paternità della creazione del personaggio.
Riassunto della Storia e Annotazioni di Continuity
La breve storia che introduce Iron Man ha inizio nella giungla Coreana, anche se un piccolo preludio ci presenta il miliardario playboy Antony Stark, genio dell'elettronica (allora nuova frontiera della scienza grazie all'introduzione dei rivoluzionari Transistors) e maggiore fornitore di armi dell'esercito americano. Siamo agli inizi degli anni '60 è gli Stati Uniti sono impegnati militarmente su più fronti, e nel sud-est asiatico; Stark si trova nella giungla Vietnamita, dove si è recato assieme ad un contingente dell'esercito per seguire in diretta, e sul campo, l'efficacia delle sue ultime invenzioni per l’esercito.
Durante un combattimento Tony cade però vittima di una trappola del nemico rimanendo seriamente ferito (alcune schegge penetrano nel suo corpo in vicinanza del cuore), e come se non bastasse viene anche trovato e fatto prigioniero da Wong-Chu, ovvero il capo guerriglia Vietnamita (anche lui alla prima apparizione). E proprio dal cattivo "comunista" di turno che Stark apprende dei pochi giorni di vita che gli rimangono, ma gli vengono promesse cure adeguate se egli metterà subito a disposizione le sue conoscenze tecniche per la costruzione di una super-arma. Tony finge di accettare il ricatto del nemico, prendendo tempo al fine di trovare un modo per sconfiggere Wong-Chu.
A Stark viene affiancato un vecchio scienziato coreano, il Professore Yinsen, anch'egli caduto nelle antipatie del regime comunista; i due geni si mettono al lavoro attorno all'idea iniziale di Tony di costruire una sorta di armatura che potesse salvarlo dalla morte e al contempo liberarlo dalla prigionia. Nasce così Iron Man (letteralmente "Uomo di ferro"). Qualche giorno dopo, per impedire agli uomini di Wong-Chu di scoprire l'esistenza dell'armatura, Yinsen si sacrifica e viene ucciso, fornendo però a Tony Stark il tempo per indossare la suite metallica (oramai completata in ogni sua parte) e ricaricarsi quel tanto da poter fuggire dalla prigione.
Poco più tardi, presa confidenza con la goffa armatura, Iron Man fa ritorno al villaggio e vendica la morte di Yinsen sconfiggendo Wong-Chu e tutta la sua brigata. Si conclude così la prima avventura di Tony Stark e del suo alter-ego (che egli stesso definisce "Metallic Hulk"), ma allo stesso tempo ha inizio il dramma di un uomo, miliardario e un playboy, costretto a vivere collegato ad una sorta di piastra pettorale (come verrà chiamata più tardi), parte integrante dell'armatura, necessaria al suo cuore per continuare a battere.
Alla storia qui finora narrata vi è in realtà un’appendice, rivelata solo molti anni dopo, e per la precisione in “Iron Man #144” (Vol.1) del 1981… Successivamente alla distruzione dell’insediamento di Wong-Chu e la fuga del cattivo, Iron Man non tornò subito ad indossare i panni di Tony Stark e si addentrò nella foresta in cerca di aiuto e con addosso ancora l’armatura. Il fato volle che a poca distanza dal luogo dove Stark era stato tenuto prigioniero si trovasse anche James Rhodes, un americano in missione nel Sud-Est Asiatico, intento a riparare il suo elicottero fatto bersaglio dei guerriglieri comunisti; Iron Man si avvicinò a Rhodes per chiedergli aiuto e un passaggio, ma i due vennero sorpresi dai soldati nemici. L’armatura di Stark riuscì a tenere alla larga i guerriglieri, e anche Rhodes dimostrò il suo coraggio e la sua abilità con le armi, assieme si misero in salvo (utilizzando un elicottero nemico) e Iron Man fu finalmente trasportato fuori dal territorio controllato dai ribelli comunisti. Fu così che Tony Stark e James “Jim” Rhodes si conobbero e fu così che nacque la loro amicizia; anni dopo, la vita dei due tornò ad intrecciarsi e Rhodes divenne uno dei più fedeli collaboratori di Stark e delle sue attività, tanto da avere anche l’opportunità di indossare l’armatura di Iron Man (e divenire dopo War Machine).
Note e appunti riguardo l'armatura di Iron Man > ovviamente, parlando delle origini di Iron Man non si può non spendere alcune considerazioni in merito alla sua armatura, elemento essenziale di distinguo pari per importanza al martello uru di Thor o allo scudo indistruttibile di Captain America; nel corso degli anni l'armatura si è evoluta attraverso un susseguirsi di modelli sempre più sofisticati, partendo prima versione delle origini (Model 1 - Mark I), goffa e voluminosa, realizzata in una lega metallica resistentissima ma allo stesso tempo flessibile e leggera, e basata essenzialmente su circuiti miniaturizzati a transistor (negli anni '60 rappresentavano la nuova frontiera dell'elettronica e Stark era un pioniere del campo). Gli elementi principali dell'armatura erano costituiti dall'elmetto cibernetico, contenente il mini-computer centrale e la maggior parte dei sensori, e dalla piastra pettorale che oltre ad una funzione puramente protettiva svolge il compito di batteria per il cuore malato di Stark; dai primi gadget incorporati, per la maggior parte di natura meccanica, si è passati con il tempo ad armi e dispositivi di varia natura, tra cui i famosi raggi repulsori (dal palmo delle mani), e poi i sistemi supplettivi per l'ossigeno, e quelli per l'alimentazione elettrica di riserva, i sistemi di regolazione termica, i circuiti per la ricezione dei segnali radio e satellite, un dispositivo in grado di generare uno scudo protettivo elettro-magnetico e varie altre diavolerie elettroniche (e nei modelli più recenti anche elementi di nanotecnologia). Gli stivali dell'armatura invece contengono i razzi-jet repulsori che permettono a Iron Man di volare a velocità sorprendenti, oltre a delle ruote a scomparsa che formano una sorta di pattini a motore per il movimento rapido e agile anche a terra.
La lista dei modelli di armatura apparsi nel corso dei decenni di vita di Iron Man è innumerevole, talvolta i modelli differivano gli uni dagli altri solo per piccoli particolari, e in altri casi si videro armature speciali create da Stark per affrontare specifici nemici o superare determinati ostacoli logistici. Nella lista che segue ho voluto elencare le release più significative ed essenziali (in un periodo di tempo che va dal 1962 al 2006), tenendo però presente che tutti i riferimenti precisi ai modelli sono tratti da “Mighty Avengers: Most Wanted Files” (del 2007): si parte ovviamente dall’armatura del debutto, quella grigia che apparve nella storia qui recensita (e denominata Model 1 - Mark I), e da quella che invece fu usata da Stark gia dall’episodio successivo ("Tales of Suspense #40") e con la quale si unì ai Vendicatori (in “The Avengers #1” [Vol.1]), la cosiddetta "Golden Armor" (Model 1), evoluzione diretta del primo modello originale; su "Tales of Suspense #48" debuttò la prima armatura "snella" di Iron Man, quella cosiddetta "Red and Gold" (Model 2); l'armatura cosiddetta "Classica" (Model 4), ovvero quella più longeva per periodo di utilizzo e quella più comune nell'immaginario collettivo dei fan, fece la sua apparizione in "Tales of Suspense #66"; su "Iron Man #142" (Vol.1) debuttò la cosiddetta "Space Armor" (Model 7); da "Iron Man #200" Stark inizio ad usare per un breve periodo l'armatura bianco-rossa, denominata "Silver Centurion" (Model 8); la super armatura da guerra "War-Machine", bianco-nera (Model 11) fece il suo esordio in "Iron Man #281-282" (Vol.1) e successivamente venne riadattata per poter essere utilizzata anche da James Rhodes; in "Iron Man #300" apparve per la prima volta la cosiddetta "Modular Armor" (Model 13); in "Iron Man #42-44" (Vol.3) si assistette alla nascita della futuristica armatura denominata "S.K.I.N. Armor" (Model 20) seguita a ruota dalla più longeva “Grell Armor” (Model 21), che prese il nome dell’autore che la disegnò per la prima volta. Nel 2005, all’indomani di “Avengers Disassembled”, fu il bravo Adi Granov disegnare la nuova armatura futuristica di Iron Man (Model 26), che ebbe un update imprevisto quando arrivarono importanti cambiamenti fisiologici nella vita di Stark, durante il primo story-arc della sua quarta serie (ovvero in “Iron Man #1-6” [Vol.4]), e dopo l’auto-iniezione del tecno-virus “Extremis”; poco prima del mega-crossover “Civil War” (nel 2006), Stark fece debuttare una versione aggiornata dell’armatura creata da Granov (Model 30), che utilizzava a pieno tutte le possibilità di “Extremis”.
Nota di continuity 1: come già accennato in precedenza, le origini di Iron Man hanno subito nel corso degli anni (e dei decenni) almeno un paio di importanti rettifiche e adattamenti, al fine di mantenere una plausibile coerenza temporale con l’eta del personaggio, ed in questo senso su "Iron Man #1" (Vol.3, del 1997) Kurt Busiek rinarrò gli eventi che portarono alla nascita del Vendicatore dorato cambiando il luogo e l'epoca in cui si svolsero i fatti; un ulteriore rivisitazione delle origini del personaggio si ebbe qualche tempo dopo, per merito di Warren Ellis nel 2005 ("Iron Man #5" [Vol.4]), il quale rinarrò gli eventi successivi alla cattura di Stark e l'incontro con il Professor Yinsen con un riadattamento di contesto e nuovi dettagli, che portò anche ad ignorare talune sequenze di "Tales of Suspense #39". Dall’originario Vietnam, il luogo in cui Stark fu ferito passò dapprima da un generico paese del Sud-Est Asiatico e poi in Afghanistan. Nel reload di Warren Ellis (del 2005) si andò oltre, perché oltre a riadattare temporalmente luoghi e dinamiche delle origini di Iron Man, l’autore diede anche una nuova spiegazione alle azioni di Tony Stark seguite alla sua cattura, rivelando che egli utilizzava all'epoca fondi dati dall’esercito per la progettazione di nuove armi speciale e per finanziare un suo progetto segreto di super-armatura; quindi, Stark avrebbe avuto già in mente la costruzione di un esoscheletro già prima del suo incidente in Asia, un'armatura capace di difendere chi la indossava e al contempo capace di offendere, come scoprirono a loro spese i sequestratori di Tony, uccisi senza pietà dalle armi contenute nella primissima versione dell'armatura assemblata con Yinsen (nel racconto originario di Stan Lee ovviamente Tony non fece vittime apparenti quando si liberò dai suoi carcerieri). I ricordi di Tony durante “Iron Man #5” (Vol.4) restituiscono un uomo cinico e calcolatore, assolutamente capace di arrivare ad uccidere gli avversari, ed incredibilmente audace nell’intraprendere iniziative in grado di portargli vantaggi e benefici indiretti, ben diverso dal personaggio originario ideato da Stan Lee; una nuova visione delle cose che segnò un punto di non ritorno rispetto alle storie precedenti di Iron Man, e che servì da ideale prologo a quanto accadde poco tempo dopo con “Civil War” (e il ruolo centrale di Stark per l’attuazione del “Superhuman Registration Act”).
Nota di continuity 2: Kurt Busiek, fu anche l'autore di "Iron Man: The Iron Age #1-2" (del 1998), una miniserie che narrò i primi mesi di vita di Iron Man e il periodo di vita del giovane Stark compreso tra la morte dei suoi genitori e la nascita dei Vendicatori, con fatti inediti e retroscena mai narrati in precedenza, immediatamente precedenti e successivi al drammatico viaggio di Tony nel Sud-Est asiatico che portò alla nascita di Iron Man.
Nota di continuity 3: nel corso degli anni sono stati in molti ad avere l’onore di indossare l’armatura di Iron Man, in svariati contesti e per svariate ragioni, ed in alcuni casi senza l’assenso del legittimo proprietario; in altri casi invece, personaggi senza scrupoli rubarono la tecnologia e i progetti dell’armatura per seminare morte e distruzione. Nella lista dei “doppioni” di Iron Man vale la pena iniziare da uno dei migliori amici di Stark, Happy Hogan, che assunse i panni del Vendicatore dorato già in “Tales of Suspense #84”, quindi fu la volta di Eddie March (in “Iron Man #65” [Vol.1]), e di Michael O’Brien (in “Iron Man #82” [Vol.1]), anni dopo toccò a Clayton Wilson/Force (in “Iron Man #244” [Vol.1]), e a Bethany Cabe (in “Iron Man #300” [Vol.1]), ed infine, in anni più recenti a Clarence Ward (in “Iron Man #86” [Vol.3]). Ma ovviamente, fu James “Jim” Rhodey ad indossare per più tempo (dopo Stark ovviamente) l’armatura di Iron Man, per la precisione da “Iron Man #170” (Vol.1) fino a “Iron Man #194” (Vol.1), militando con la stessa anche negli Avengers al posto di Tony; anni dopo, Rhodes fu premiato da Stark per il suo coraggio e per la sua fedeltà, tanto da meritarsi l’armatura di War-Machine, originariamente creata in “Iron Man #281-282” (Vol.1).
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